Il silenzio opprimente
intorno e dentro me
orizzonti conosciuti ritmi abituali
risate squillanti il tuo modo di chiamarmi
ricordo il gioco del tuo nascondimento
il mio lasciarmi andare a falso smarrimento
del tuo non esser più
poi il tuo abbraccio
ora il silenzio
fantasma visibile
presente come i pensieri
radici profonde nel ricordo del tuo essere
ostinato ascolto il richiamo del mio desiderio
di presenza coltivata nell’assenza
intoccabile eppur cosi concreta
nel tuo lasciarmi qui
nello squallore della mia continuità
nel tormento della vendetta
che ancor non hai compiuto
agonia crudele salvami dai rimorsi
infierisci uccidimi
sii crudele perdonami
Come acqua che scorre
la mente rincorre
l’essere stato
esteriorità secrete dal mio alter ego
sensuali sorrisi
celate lacrime
crudeli parole
pensate e mai dette
deliri d’amore
che ora rimpiango
cerco in indugi
in attesa di te
disfare il pensato
nel mentire dopo
la luna imprevista
denuda la notte
racconta l’antico sapore dei baci
……………..
il ricordo respira affannato
in brandelli di memoria
che ancora si ostina
ad abitare in me
deliquescènte amore
cercato desiderato e
inseguito
Invano cercherai
brezza lieve che sapora
incontri consumati
in giostra vorticosa
coglierai nostalgia
d’amori abbandonati
e…
vai da lui che non sono
io
Come fantasmi
sfiorano il tempo
vagano cercano
raccolgono niente
dimentichi che
nel mattino v’è il segno
di quel che è stato
di quel che è dato
Annotta nel silenzio della tua assenza
nel ricordo della tua perduta verginità
il grido nella notte
mai dimenticato
ancora lacera
il tuo non esser qui
non s’ è consumata
nel tempo
nella mente insiste
è ancora qui
…………
nottante nell’insonnia
ombra in notti fra ombre
riporto al mea culpa
il tuo non esser qui
Corrono i giorni
si cancellano
scorrono
scompaiono
si susseguono
si dimenticano
ritornano
in memoria
memorandum
memore
Che dire più di quanto non ho detto
immaginare più di quanto hai inventato
la mente disattenta al tuo richiamo
rancura laceranti soffocanti indugi
che in notte silenziosa e oscura
ancor smarrisce il mio pensar di
te
Richiesta improvvisa
soggiaci
antico diritto
frigida aspetti
dai sensi perduti
l’antico richiamo
Dall’odio
un cuore inaridito
sordo al richiamo dei sensi
alla voce ingannevole
dei tuoi occhi rapaci
in una notte chiara
bianche lenzuola
odiarti nel mentre
il tuo grido di donna affamata
raggiunge la stesa di un massimo
assioma
Simulacri di corpi
lontani nella notte
appaiono scompaiono
fuochi fatui?
mie lontane memorie?
evocazione rapita
al desiderio ignoto
che vive nella mente
Il cielo grava
minaccioso
grigio
lacrima
liquefa
il tempo
il pensare
il tuo andare via
Disgela il vento vapori
sospesa sull’acqua
rappresa dal canto
di sirene in concerto
pavido ascolto
la nenia ondulante
del sogno rapito
da demoni all’erta
va oltre il pensato il mio urlo dannato
del corpo straziato
da te che hai deciso
di andare lontano
Fra i tanti amori
ancora tu
nel rimpianto
nella mia apatia
ci amavamo
mano nella mano
ci perdemmo
senza perché
non l’ho voluto io
e tu non meno
ora
incontro ai giorni
errabondando
cerco flashback
Son pronto a subire
l’amaro sapore
della vendetta
il viaggio è compiuto
non sono partito
andare lontano?
Sottrarsi?
Ignavo t’attendo
e
col capo chinato
imploro perdono
Tu ogni ombra
ogni rumore
ogni canto di sirena
ogni fruscio di vento
tu ovunque
tra le mie braccia mai
Muta m’ascolti
nel tuo silenzio
il mio abbandono
tra pause e parole
il tuo sorriso amaro
Il senso di mancanza
che hai lasciato
è pieno di memoria
di mio trascorso amaro
tra albe consumate
tramonti opalescenti
nella separatezza
che hai seminato
Petali di fiori sparsi
il vento li accarezza
in balia seguono
come allodole ferite la risacca
m’ è dolce pensar di te
di quel che eri
ed io non sono stato
mi amavi
ma io
distratto t’ascoltavo
Sopporterò per quest’amore
il dolore della tua vendetta
che lascia sangue in ogni orma
come corpo inerte ti subisco
come belva azzanni se ti nego
come nebbia lieve m’accarezzi
se solo ti sorrido
amore mio amore
ancora amore amore amo
lievita ansante rinuncia
a l’ esser mia
e nel dire tuo
il mio ostinarmi
consumati ritmi
alterati toni
passioni alimentate
distendono chimere
languori
ricattano la sera
in pietose perfidie
perpetrate
I fiori lontani nei prati
io a morire
in questo amore languido
disparire in mari profondi
diluirmi
infinitesimo plancton
in mille miliardi di atomi
…scissi
allogo questo amore
nelle braccia del purissimo viola
che uccide il giorno
mentre il sole suicida
va a impallidire abissi
sepolti nella memoria
abitata da te
Ho nostalgia di te
del tuo non esser qui
fra le mie braccia
col tuo sorriso in viso sorridente
mi sei rimasta qui nella mia mente
come la porta chiusa del peccato
a guardia del mio cuor
che non sia d’altri
aspettami dicevi
ed io
ancora ho nostalgia
è nostalgia di te
di tutto quel che ho
Disperato amore ancora langui
in-sereni orizzonti
del mio turbato landscape
come aquila cerca
spazi immaginati
sentirti lontana
mentre sei d’accanto
a odorare di mare
e neniare da sirena
non serve
tentarmi coi tuoi occhi
promesse ormai cadute
nel fosso dell’oblio
il tuo silenzio è qui che m’accarezza
al mio tormento chiedo dove sei
se ti appartengo ancora
o devo non pensare
che ormai
nel cuore mio malato
per la tua lontananza
mi hai dimenticato?
Silenzio intorno nella sera chiara
un grido da lontano
raggruma il desiderio
del tremulo sospeso al tuo venire a
me.
sussurra baci
il suo desiderio sfiora il mio corpo
incatena vaghezza nell’avulso non fare
non ha musica che possa tradire
la sua impotenza è palese ma ancora si ostina
a cercare emozioni
lontane nel tempo
nel suo stare
così nel suo fare l’amore
un ciglio grigio riflette le pieghe
di suo sorriso scarno
sul volto raggrumati
scivolano sensi ormai persi
non v’è traccia di suo piacere intenso
occhi vitrei accompagnano il suo
ghigno
passano avanti e chiedono licenza
di entrare e uscire dalla vita mia
non hanno storia sono sempre uguali
soliti baci facili promesse: iperbole
fanno dei giorni un sentimento usato
e stanno al karma come io alla tomba
ma stanco ascolto e mi ricordo
di accadimenti nella vita scorsi
che sanno di un amaro amore amaro
confusa nel vetro
di anta riflessa
battuta dal vento
alterna la luna
specchio della notte
nei miei occhi
rattrista
tra volute di fumo
della mia sigaretta
rincorro il ricordo
del tuo stare qui
è qui dinanzi a me
negli occhi tuoi che mai
tra crespe di parole
assentano l’attesa
senza vergogna
hai rivelato in pianto
al cielo testimone
il tuo dolere ambiguo
che insipiente-mente
immondo s’appariva
nel suo andare e venire
la risacca
ripete e racconta
visioni
quello che è stato
volerti
inventarti
desiderarti
amarti
nell’attesa che tu sorga
venere dal mare
volo di gabbiano
statua di sale
Maddalena senza peccato
racconta mare racconta
è amara come il canto sconsolato
di un viante in cerca dell’amore
è come quando in disperata attesa
s’aspetta che lei venga e
compiuta la vendetta ancora cerca
l’onnipossente strazio dell’ubiquità
dei miei cieli infiniti
benché Eolo soffiasse
nelle trombe degli angeli
non s’udia altro suono
che lamenti d’anime in pena
lontano
ululati e latrati
sanguinavano
la promessa d’amore
la menzogna era vera
ignaro mi fidavo
dei tuoi occhi
usavi giuramenti
spergiuri mediati
sapevo e non volevo
credere che tu credessi che io credea
Poesie d’amore vestite
a lutto
è morto il canto
è vivo lo spergiuro
il sogno infranto è qui
fra le mie braccia
non più sfiorato
dal sentimento mio
che ti ghermiva
come in quei giorni uguali
agli altri insieme inanellati
ora racconto storie consumate
all’erica che sale
dai piedi alla mia testa
il divenire erba triste
Questo amore che vive
nell’attesa
l’ assenza del tuo essere esistenza
fantasma della notte altrove sei
sull’isola dei desideri inappagati
sei dentro me amo e non riamato
come il canto di un ugola arrochita
si spande in nulla il mio essere tuo
pensando ciò che avviene fra te e lui
spasmodierò ancora in agonie
che lentamente portano follia
ludicamente mi trafiggi il cuore
senza sapere il male che mi fai
accetterò la pena e la sopporterò
e poi rinascerò in nuovi inganni
Silenzio
la quiete della notte
s’ ascolta
non c’è urlo che tacita
il mio abbandono
la mano s’ articola
ragno silente
non m’ appartiene
sono d’altri le dita
la quiete del chiostro
è nelle mie stanze
percorse da passi
calpestanti d’irreale,
s’aggomitola il corpo
in rappreso mutismo
ed è amore
Lamentano
silenzi
le mie ferite
nella notte silente
amarti e odiarti
in rinunce crudeli
la mia anima langue
in soffocante attesa
del mio illaidire
Cercavo d’incontrarti
tra i volti che tra me e te
m’impedivano di farlo
era affollato il bar
in quella ora tarda della notte
tra un capo e l’altro ti cercavo
tra mescolanze disordinate
non ti ho più ritrovata
All’alba del mio ego
giungo
inerzia celeste
puri pensieri
……………
come anima in pena
sfuggi
la mano che tendo
Non sei lo stesso
calmo e sereno
mare
che sai portare
i pescatori
a piene reti
non sei lo stesso
crudele crudele mare
che soffocasti il riso il pianto
il grido di mio figlio
A Filippo
Sei qui vicino a me
intorno e dentro me
non ti ho dimenticato
in quella tomba fredda
sei qui nel cuore mio
anima mia
io resto accanto a te
in questa notte illune
col vino che riporta
tue fattezze
e mi avvicino a te
nel buio della notte
A Filippo